sabato 7 novembre 2009

Infortunio e genetica.

Seconda domenica a riposo, la prossima settimana dovrei iniziare a muovere qualche passetto giusto per valutare le reazioni, con ordine imperativo di stop immediato in caso di anche lievissimo fastidio, pena non la fustigazione, ma la pessima prospettiva di un ulteriore stop.
Metabolizzato il malumore iniziale parlerò ora dell'origine di quest'infortunio:
un vero runner ha sempre una motivazione tecnica, invece la mia è è genetica, a provocare il danno infatti è stato un inseparabile componente del mio dna, il cromosoma U.F. (Ugo Fantozzi). Latente, ma sempre pronto ad agire, il giorno incriminato ha trovato il modo per manifestarsi in tutto il suo spendore.
I fatti: al rientro da un lungo di 28K andato perfettamente, rientro a casa e, previa lunga doccia bollente, mi accingo al riposo del guerriero prima di dedicarmi al reintegro delle energie spese con un lauto pranzetto. Mi stravacco quindi sul divano, la gamba sinistra bellamente allungata sui morbidi cuscini, l'altra a terra, uno sguardo alla tv, uno al portatile, ah che pace e che serenità!
Ed ecco che a completare l'idilliaco quadretto arriva la dolce metà che procedendo a ritroso verso il divano parlando al telefono si lascia andare ignara della mia seduta scomposta e, senza decenni di esercizi alla sbarra, in un attimo provoca un movimento del piede simile a quello della foto!
Beeeeeeeep; !$@#§§§, beeeeep; ghiaccio, pomate, ecc.
Poi ci aggiungo del mio: corro il lunedì ed il martedì per verificare se il dolore fosse sopportabile o meno (per questo gesto ho ricevuto i complimenti dal medico), infatti senza la corsa forse sarebbero bastati 3 o 4 giorni di stop-ghiaccio.
Non lapidatemi!

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