mercoledì 23 dicembre 2009

Intervallo

Cala il sipario sul blog, la valigia è quasi pronta, si va in Sardegna per qualche giorno a ritemprare lo spirito, forse qualche collegamento sporadico, ma nessuna certezza, quindi scrivo queste poche righe per salutare tutti ed augurarvi di poter dedicare questi giorni a chi e a ciò che vi è più caro
... ed anche a voi stessi.
Si riapre il 4 Gennaio!

martedì 22 dicembre 2009

Sempre attuale...

sabato 19 dicembre 2009

Lo voglio!

lunedì 14 dicembre 2009

Reggio Emilia...si scendeee!

Mai una vigilia così travagliata e piena di dubbi, non era il classico metter le mani avanti così diffuso tra un certo genere di podisti ipocondriaci, quel metter le mani avanti che trasforma la start line in un lazzareto pieno a sentir loro di ogni malanno divino e non, malanni esternati solo per ammantare di eroismo la successiva prestazione agonistica.
Una preparazione interrotta da un infortunio che, sia pur leggero, ha causato uno stop di quasi venti giorni facendomi saltare i lunghissimi che ritenevo decisivi, poi una serie di sensazioni contrastanti alla ripresa degli allenamenti che, complice la mia scarsa esperienza non mi facevano capire assolutamente le reali condizioni, facendomi meditare persino la rinuncia alla gara, poi l'influenza: A, B o C non importa, pur non colpendomi direttamente ha decimato i colleghi costringendomi a continui cambi di turno e a presentarmi sulla start line praticamente all'uscita dal lavoro, ma evidentemente il corpo ha mille risorse ed eccomi ora qui a parlare non di ritiro ma di un fresco P.B.!
Alle tre del mattino di Domenica il beep del badge mi fa sorridere, stranamente simile a quello che tra qualche ora sancirà le fine della mia fatica non lavorativa. Tre ore scarse di riposo tra letto e divano, alle sette in punto partenza per Reggio Emilia, ho già ritirato il pettorale il giorno prima per recuperare preziosi minuti di riposo in questa gelida mattinata che fortunatamente a dispetto delle previsioni all'apparire del sole mostra un cielo azzurro. Alle otto in punto mi immergo nella organizzatissima bolgia pregara tra spogliatoi deposito borse e accompagnatori dallo sguardo smarrito e rassegnato, tra i quali la mia signora che dopo aver giurato sotto il castello di Brescia che non avrebbe più presenziato ad una sola gara è ora qui pronta all'ingrato compito dell'attesa, macchina digitale alla mano.
Il tempo vola e in un attimo mi ritrovo nella mia gabbia di competenza, altrettanto in fretta arriva lo sparo, il mondo svanisce, ora sono solo, alle spalle i dubbi, serve solo decisione.
Appare subito evidente che l'onestà nel dichiarare i propri tempi sia in maratona che in altre gare non appartiene a questo mondo, i primi chilometri li passo a fare slalom tra runner che viaggiano a ritmo nettamente sovrastimato dal numero di pettorale, poi riesco a prendere finalmente il passo che mi sembra sostenibile, solo una volta stabilizzato osservo il Garmin che conferma le mie sensazioni viaggio tra i 4:35 ed i 4:40, intorno all'ottavo chilometro mi lascio alle spalle il pacer delle tre ore e mezza, da qui solo tratti in leggera ma continua salita e degli insidiosi falsipiani, al 17° un pò di discesa e la corsa si fa più facile, lascio andare le gambe senza pensare troppo ma sempre attento a cogliere segnali di allarme che per fortuna non arrivano, doppio la mezza ad 1:37 e proseguo in progressione, sorprendentemente carico, aspettando l'incontro con la fatica vera che si presenta puntuale al chilometro ventisei con un ulteriore duro tratto in salita che tuttavia affronto meglio di tanti altri che restano al palo, merito questo che attribuisco alla confidenza con le salite dovuta alle disgressioni nel trail, è sempre confortante essere in grado di effettuare sorpassi mentre gli altri entrano in crisi, a questo punto non ci sono più incognite, so esattamente ciò che ho speso e ciò che mi resta, cerco di accelerare per arrivare sul traguardo a secco e, pur non riuscendo in pieno nell'intento, continuo a compiere sorpassi, arrivano finalmente i cartelli chilometrici della terza decina, gli occhi li vedono, i muscoli li sentono, ma la mente è già sotto il gonfiabile e con dei fili invisibili cerca di tirarmi a sè, rientriamo in città e finalmente vedo il famigerato sottopasso: ultima sfida, mi butto giù per la discesa e poi affronto la successiva salita a passi brevi e veloci, il respiro si fà corto ma vinco io, sbuco oltre, qualche centinaio di metri per riprendere fiato aiutato da una piccola folla che incita tutti coloro che "riemergono" e via, ora so che niente mi potrà fermare arriva il 38° è ora di rivoltare le tasche per raccattare gli ultimi spiccioli di energia, mi arrivano ovattate le voci che urlano "dai che è finita" ultimi tre chilometri 4:37 ancora sostenitori mentre passiamo dentro un parco 4:26 un viale che sembra infinito, guadagno ancora qualche posizione 4:20 una svolta, il rettilineo, il gonfiabile il beep, la mente si ricollega con il corpo e realizzo che è finita, la medaglia al collo, il telo, ed ecco che finalmente stoppo il Garmin e non credo ai miei occhi, pur fermato in ritardo segna 3:14 42, verrà poi corretto dal più attento TDS in 3:13:51 insperato PB dopo il 3:19:20 di Carpi 2008

domenica 13 dicembre 2009

Chiacchiere e distintivo a chi?

Grazie Gianko, grazie a tutti :-) seguirà report O.t. 03:15:42 R.t. 03:13:51
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Qui i racconti seri e semiseri delle mie gare.

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