lunedì 9 novembre 2009

Perchè un blog?

Estate del 2007, una giornata in spiaggia, tre donne: mia moglie, un'amica, ed un amica di questa, con il figlio, decisamente obeso.
La conversazione ad un certo punto cade su diete e dintorni e qui interviene mia moglie che racconta la mia storia suscitando incredulità e curiosità da parte della terza donna e del figlio, il ragazzo, con alle spalle il solito bagaglio di diete fallite e buoni propositi caduti in prescrizione davanti al frigo, chiede addirittura di poter vedere delle foto.
All'epoca ero già in perfetto peso forma, in piena preparazione alla prima gara podistica della mia vita, non ero in ferie, quindi quando fui raggiunto in quel del continente dalla telefonata della mia signora che esposta la situazione mi domandò quali foto del "periodo lipidico" potesse far visionare, io risposi senza alcuna esitazione: le peggiori!
Il giorno dopo nuovo incontro del gruppetto vacanze in una spiaggia diversa, (alla faccia dei lavoratori), dove tra spiaggine, teli e ombrelloni fecero la loro apparizione le mie magnifiche foto oversize unitamente a quelle recenti, a quel punto i San Tommaso della situazione dovettero ricredersi. Quando la sera chiamai mia moglie curioso dell'esito della mia sfilata, mi riferì tra le altre cose la frase che il più interessato aveva esclamato dopo aver visionato il mio "book":
"Se c'è riuscito lui ce la devo fare anche io!"
E così fece, a tutt'oggi (non lo ho mai conosciuto) mi risulta essere un perfetto figurino ipersportivo e spero un giorno di poter scrivere un post a quattro mani con lui.
Da questo episodio prese forma nella mia mente l'idea del blog, nato come testimonianza di un percorso, un invito, un esempio che insieme ad una serie di altre circostanze favorevoli (in primis la volontà della persona di affrontare seriamente il problema), potesse far scoccare la scintilla necessaria a far maturare la decisione.
Poi l'evoluzione, la scoperta dell'universo parallelo delle gare domenicali in opposizione all'universo del pur rispettabilissimo popolo del divano, un'escalation di gare e garette nei luoghi più disparati e dalle distanze più varie, vere arene per top runner provinciali e non e per tapasci mondiali, ma sempre vissute con l'ammirazione per chi sta davanti ed il rispetto per chi resta dietro. Da qui le cronache di autocelebrazione di gare e tempi che sia pur ridicoli, per me erano pura fantascienza sino a qualche anno fa, e poi ancora la scoperta del trail, e dopo il trail chissà... Ma lo scopo principale resta e resterà sempre convertire qualche xxxxxl di passaggio, non certo con il metodo Pizzarro.

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Qui i racconti seri e semiseri delle mie gare.

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