mercoledì 14 settembre 2011

Golfo dei Poeti Trail.

Astinenza da Trail, e anche da mare, la cura è lì che ammicca dal video, allora perchè continuare a soffrire? Pagato il ticket e spedita la documentazione, dal cup di La Spezia arriva puntuale la conferma per la seduta terapeutica: "COMPLIMENTI ...Sei Ufficialmente iscritto al TRAIL del Golfo dei Poeti - 5 Terre. Nel mentre continua a seguire gli aggiornamenti del sito.Ti Aspettiamo a braccia aperte."
Partenza all'alba di Domenica insieme a Oscar, quattro ex lipidiche chiacchiere ed ecco davanti agli occhi il cartello La Spezia e sulla pelle un pò di brezza marina.
Siamo tra i primi ad arrivare in zona iscrizioni, la tensione da debutto che si respira tra gli addetti fa quasi tenerezza, tutto fila liscio, prendiamo in consegna il pacco gara con il completo tecnico sgargiante da collaudare tra le nebbie della Bassa e ci dirigiamo agli spogliatoi per il rito della vestizione. Al ritorno in zona partenza l'ambiente si è decisamente vivacizzato tanti visi noti con cui condividere questa nuova giornata di sport, subito arriva l'ora di partire, il dislivello indicato promette una Domenica da ricordare!
Salita, un accenno di discesa, e poi salita, salita e ancora salita in tutte le salse, asfalto, sterrato, acciottolato, e gradoni, questi ultimi saranno una costante per tutta la gara aggiungendo ulteriore fatica a quella dovuta alla sola pendenza, ma quando davanti agli occhi all'improvviso appare l'azzurro del mare con il sole ormai alto che ha fatto virare la giornata decisamente verso il bello, la sensazione è da sindrome di Stendhal! Si prosegue, arriva il primo scollinamento ed in discesa come al solito cerco di limitare le perdite, va abbastanza bene, riesco a non farmi distanziare troppo dal terzetto a vista, che riprendo quando la salita si ripresenta insidiosa. Al termine di questo secondo strappo un'altra bella razione di paesaggi mozzafiato e una discesa "in costa", single track a bordo terrazza, correndo a fianco del blu, invito Stefano a passare avanti vista la sua maggior confidenza con questi tratti, decide di star dietro, forse per non perdersi l'imminente spettacolo, e fa bene: un attimo di distrazione ed ecco che il piede sinistro perde l'appoggio, non posso far altro che assecondarlo ed in spendido stile Tania Cagnotto atterro su un sottostante legnoso cespuglio, a dire il vero la caduta ha impressionato più gli altri che me, un rapido controllo e la consapevolezza di essermela cavata alla peggio con qualche graffio, faccio fatica a rassicurare il terzetto che mi osserva preoccupato, mi rialzo certamente acciaccato ma in grado di proseguire invitando gli altri a non perdere tempo. Noto addirittura che la donna componente del già nominato terzetto si volta indietro più volte per assicurarsi che io sia ripartito, scoprirò solo più tardi, leggendo la classifica, che era Cecilia Mora, medaglia d'argento sia individuale che di squadra ai recenti Mondiali di Ultra Trail a Connemara, insieme a Cinzia Bertasa ed alla Nostra KinoMitica Katia Fori. Da una parte il rammarico di non averla riconosciuta, dall'altra l'ulteriore conferma che in questo nostro mondo l'umiltà e la disponibilità è sempre (o quasi) pari o superiore alle doti atletiche.
Ripartenza, il sudore che brucia sul viso e sulle gambe restituisce una mappa precisa dei danni riportati, ma posso correre quindi penso solo a dove mettere i piedi ed in breve riprendo il ritmo precedente, altra dura salita e si torna verso l'interno, la temperatura sale insieme al profilo del tracciato, poi un lungo tratto su sterrato con pendenze accettabili, ritrovo Stefano e percorriamo un bel tratto insieme, siamo ormai ai due terzi di gara, un ultimo duro infinito strappo premiato dal solito paesaggio fantastico e finalmente si ritorna verso il centro, e quindi all'arrivo, discese abbastanza tecniche, i volontari ci avvisano prima dei passaggi più esposti e pericolosi, ancora saliscendi ripercorrendo in senso contrario un tratto già percorso all'andata, poi giù, una serie infinita di gradini di ogni forma e dimensione che sfociano infine sulla pista ciclabile che mi condurrà sotto il gonfiabile, un tratto che sembra infinito, sono veramente esausto, ricevo un graditissimo incoraggiamento da parte dei mitici "trail-coniugi Apuani" già docciati, transito sotto il gonfiabile soddisfatto di come è andata, ancora prima di conoscere la classifica, 36K D+ 1600 abbondanti, 4:15, tre carichi completi di camel bag, 18° assoluto, un solo pensiero, bere, bere, bere, percorso durissimo e spettacolare, sia nei tratti in costa che verso l'interno!
Applausi per tutti, per noi e per gli organizzatori, penso che vedere premiati con una giornata ed un risultato così brillante tutti i sacrifici fatti sia oggi che sicuramente durante le numerose riunioni e sopralluoghi del tracciato, oltre alle mille altre incombenze che l'organizzazione di una gara di questo tipo comporta, sia una grande soddisfazione.
Ci rifocilliamo con un bel piatto di pasta, condizione che dimezza le fatiche, anche se una certa generale difficoltà sia nel sedersi che nel rialzarsi indica che il ricordo di questa gara si farà sentire ancora per qualche giorno, quattro chiacchiere con i vicini di tavola che si avvicendano intorno a noi (si mangia con calma, non siamo in pausa pranzo lavorativa) un pò di marketing pro Tartufo Trail e si può andare a far la doccia, qui finalmente mi vedo allo specchio e...diciamo che poteva andare peggio!
Buone corse!

5 commenti:

  1. Correre e saper trasmettere la corsa, bravissimo filippo. Bella gara e bellissimo racconto.
    keep on!!!
    agnese

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  2. che posti da cartolina,bel post uomo

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  3. @Agnese:
    Sempre graditi i complimenti della Prof. ;-) Questa è veramente una gara da vertigini!

    @bressdicorsa:
    grazie Bress! Il 2 sarò a Bassano per il Trail degli Eroi... non dico altro ;-)

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  4. Il poeta della corsa colpisce ancora :-) Certo che quegli SMS sono d grande organizzazione!

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