

per i più fortunati.
Salgo pure io, a bordo i discorsi sono gli unici possibili in questi frangenti: tempi, allenamenti, gare passate e future, calze, scarpe,unghie nere. Dal finestrino osservo il paesaggio pallidamente illuminato dal sole, i cartelli chilometrici scorrono con una esaperante lentezza nonostante la velocità del mezzo 38, 37, 36, a metà percorso, colpa della tensione, del freddo, o di entrambe, son costretto a chiedere all'autista di fermarsi in una piazzuola per permettermi di poter seguire i consigli della Chiabotto e di Del Piero.
Sbarchiamo a Maranello, il sole ora è alto e preannuncia una giornata non certo fresca, c'è anche il tempo per immortalarci a vicenda al fianco delle Ferrari in bella mostra, poi ognuno inizia a compiere i propri riti pre gara. Accendo il fido 205 e lo imposto in allenamento rapido, distanza 50 Km (così non litigherò coi commissari di percorso), ritmo minimo 4:45, senza esagerare, alla maratona conviene sempre dare del "lei".

La tensione ora è palpabile, dal palco vicino alla partenza musica a palla, mentre lo speaker urla per caricare (ce ne fosse bisogno) la folla dei maratoneti. Mezzora alla partenza, ingurgito l'ultimo ritrovato ipermiracolosozuccheroso fornitomi dal mio solitofarmacista-runner-supporter, un sorso d'acqua, quindi via felpa e pantaloni, butto tutto dentro la sacca e la consegno al servizio trasporto. Da questo momento mi estraneo completamente dal contesto, un pò di esercizi per sciogliere le articolazioni, una corsetta leggera leggera giusto per sentire se le calze sono al loro posto e i lacci stringonoal punto giusto, mi affiancano e superano tre ragazzi del Kenya, che poi saranno primo secondo e terzo, una corsa talmente felpata ed elegante...che si potrebbero allenare indoor in un condominio senza disturbare nessuno, pare veramente che non tocchino terra. Ora sono sulla start line ho già fatto il pieno di spugne posizionandole sul retro dei calzoncini, occhi chiusi e respirazione profonda, aspetto lo sparo ma dal palco tuona sempre più imperiosa la voce dello speaker che prima invita poi intima ed infine ordina, (ma sempre con risultati pressochè nulli) alla folla dei runner di tornare indietro di dieci metri, la situazione è un pò Fantozziana, il tempo scorre e la voce è sempre più imperiosa, ad un certo punto temevo arrivasse "la Celere" per risolvere la situazione. Alla fine si parte, ma della corsa in sè ho già parlato nel precedente post, anche se mentalmente l'ho ripercorsa già decine di volte metro per metro. 

Qualcuno sul NG di it.sport atletica scrisse che la prima vera maratona è la seconda, non la prima, e per certi aspetti è vero, anzi alla luce del mio stato d'animo e fisico attuale, oserei dire che secondo me la vera maratona sarà... la prossima, e questo di volta in volta!
Nessun commento:
Posta un commento