mercoledì 9 marzo 2011

Winter Trail boschi di Carrega

Domenica 6 Marzo 2011 ore 8:00, fuga dal lazzareto, il pretesto è quello di testare l'articolazione ribelle, il luogo prescelto i boschi di Carrega: è solo per pura coincidenza che in tal data e in tal luogo si svolga il Winter Trail Omonimo, per giunta organizzato dalla mia squadra: viste le circostanze mi trovo costretto a partecipare.
Quindi con rassegnazione...mi accingo a partire per boschi e valli, nella prima domenica soleggiata dopo un lungo periodo di condizioni meteo pari solo a quelle atletiche, speriamo sia un buon segno. Il posto è veramente spettacolare, consigliabile sia la visita al sito web che quella di persona per una piacevole giornata di corsa e non.
Purtroppo l'immersione nella natura non ispira a tutti puri sentimenti bucolici, lo confermano i vari cartelli appesi agli alberi in prossimità del parcheggio "attenzione: un pezzente si diverte a rompere i vetri", a parte questa piccola premessa il bosco si presenta già di buon mattino pieno di folletti buoni in tenuta da running, nella giornata di oggi non erano previste gare del campionato provinciale quindi ai noti fuoristradisti si aggiungono diverse gambe rubate all'asfalto. La partenza è prevista per le dieci (le donne invece partiranno prima) c'è tutto il tempo per chiacchierare con amici vecchi e nuovi, discutere di programmi per il futuro più o meno insani (*) e conoscere qualche compagno di squadra tra i quali inaspettatamente scopro Martin, follower della prima ora. Arriva l'ora del via, il sole alto mi fa pentire dell'abbigliamento scelto per la giornata, mi toccherà sudare più del dovuto. Chissa perchè nella mia mente aveva preso forma l'idea di un percorso che si sarebbe svolto su stradine ben curate tra filari ordinati di alberi, basta il primo chilometro per riportarmi sulla terra...anzi sul fango, solo una piacevole sorpresa! Un mix perfetto per la gara di oggi, alle spalle una settimana di pioggia, ora sole e temperatura mite, il bosco ancora in bilico tra il torpore invernale ed il risveglio primaverile ci offre alternativamente una visione di foglie e rami secchi caduti sotto il peso della neve e una esplosione di colori da cromoterapia mentre inaliamo avidamente i profumi in cerca d'aria necessaria come propellente nelle prime dure salite, la lunghezza della gara è di 20 chilometri suddivisi in due giri da dieci, il primo giro lo percorro studiando le reazioni dell'infame articolazione, studio talmente tanto che riesco persino a sbagliare strada come l'ultimo dei runner da bitume, perdendo diverse posizioni, fatto che tuttavia non causerà incubi nella notte post gara. Alla fine del primo giro lascio al ristoro il camel bag inopportunamente indossato e cerco di divertirmi un pò, la forma è ben lontana ma l'esser riuscito a percorrere qualche bel tratto in discesa tra "derapate" e salti con abbastanza sicurezza mi ha migliorato decisamente l'umore, gli ultimi chilometri li trascorro a far da navigatore ad un runner con senso dell'orientamento pari a quello di una bussola con ago di legno: dopo avermi sorpassato, forse in preda ad ansia da prestazione imboccava regolarmente la strada sbagliata, prontamente corretto dalle mie urla, anche questo e trail! Un attimo di terrore quando a circa due chilometri dal traguardo sbarchiamo sul bitume...in discesa, volevo proprio evitarlo, ma per fortuna è solo un breve tratto, una bella salita ci accompagna sino al traguardo, innesto la ridotta e come un buon diesel arrivo al traguardo recuperando qualche posizione e con indosso un bel paio di booster su misura realizzati con il fango! Bellissima giornata, ed ora si corricchia cercando di riprendere la forma, possibilmente non quella alla sinistra della testata del blog, buone corse!

7 commenti:

  1. sto scoprendo anch'io i sentieri,ma anche dalle mie parti ci sono dei pezzenti che non rompono i vetri ma si divertono a togliere i cartelli segnaletici che l'organizzazione piazza nei boschi facendo perdere la strada ai partecipanti...ognuno si diverte come puo' ;(((

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  2. Azz, per recuperare la tua articolazione ribelle ti butti in un trail dove dalla foto non sembra neppure esserci un sentiero degno di questo nome? E' proprio vero, noi runners siamo proprio strani.

    A proposito, riguardo il tuo compagno di viaggio fuori di bussola, io ho un pò lo stesso problema, come ci si orienta in un trail? In mezzo ai boschi non mi perdo di certo, ma senza un percorso tracciato mi pare difficile seguire un circuito prestabilito, come ci si orienta?

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  3. @arirun:
    Ciao Grande! L'asportazione dei segnali è capitata anche in gara, sai com'è... per genta gente sono le uniche soddisfazioni della loro grama vita!
    @grezzo:
    I percorsi sono segnalati di solito abbastanza bene, con fettucce colorate o altri mezzi che di solito vengono spiegati sia nel regolamento che nel briefing, ciò non toglie che non bisogna distrarsi un attimo, un occhio al terreno ed uno in avanti a cercare i segnali...riguardo la mia scelta: non sai che i fanghi fanno bene? :-)))
    Buone corse!

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  4. Quindi con rassegnazione...mi accingo a partire per boschi e valli... hahahahahahahaha con rassegnazione... proprio non avevo voglia di farla questa gara eh!!??
    Ti sei divertito, si vede! Il racconto è a dir poco favoloso!! mi è piaciuto tantissimo!!
    ciao!!!

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  5. Ah i trail! Dopo Roma e l'attacco al personale sulla mezza mi dedicherò alla corsa in natura.
    Mannaggia a te che mi fai venire ancora più voglia.
    Ciao Filippo fai il bravo :-)

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  6. Ciao Filippo...allora ti immaginavi una bucolica corsa primaverile?! Il fango ha dato il meglio di se...ma pensa un po come sarà in questi giorni!
    un saluto da Maria
    ps. bel blog !

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  7. @Davide:
    sai come odio questi impegni! :-)) Grazie!

    @Luca:
    una volta che avrai espletato la formalità Roma :D ti aspetta l'esordio offroad!! In bocca al lupo!

    @Maria Elisabetta:
    Non son rimasto deluso, questo è sicuro! Grazie della visita, e dei complimenti, buone corse!

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