venerdì 27 novembre 2009

Maddalena Urban Trail, 35 Km o meglio 35000 metri.

Un castagneto saturo di colori autunnali, immerso nella nebbia, un leggero alito di vento crea varchi di visibilità nei quali la piena luce riprende possesso del paesaggio mentre percorriamo in fila indiana il sentiero che si snoda tra gli alberi, appena accennato; terra finalmente morbida sotto un tappeto di foglie, uno dei passaggi più belli, come ho detto in quel momento a Rocha:
"in queste condizioni si potrebbe correre all'infinito"
un silenzio rotto solo dalle mie parole, dai passi leggeri e dal respiro dei runner alla ricerca di sollievo dopo una serie impressionante di salite e discese tra pietre e radici, ma durerà poco...
***
La giornata era iniziata all'alba per timore della nebbia, timore infondato, quindi arrivo al castello di Brescia con largo anticipo, c'è il tempo per ammirare il contrasto tra l'austerità della pietra antica e la colorata tribù dei trail runner in fibrillazione pre gara, ma anche per incontrare di persona alcuni di quelli che in tempi neanche tanto lontani sarebbero stati definiti "amici di penna". Ritrovo quindi con piacere Beppe che con i suoi report su i.s.a è stato uno dei principali responsabili della mia "devianza" trail, tramite lui conosco Mauro-Bradipo-Missile, impegnatissimo nella distribuzione dei pettorali e nell'accoglienza degli atleti, come tutti i suoi compagni della società organizzatrice; saranno ben presto ripagati dei loro sforzi con la perfetta riuscita di questa bellissima manifestazione. Grazie a Mauro-Bradipo incontro infine Enrico-Rocha con il quale, ci dirigiamo verso la start line insieme a Beppe, qualche chiacchiera finalmente di persona,una foto, poi ognuno prende posizione...Beppe in prima fila, Rocha ed io a centro folla, percorreremo insieme gran parte della gara.
Si parte in gruppo, un giro tra le mura del castello, poi giù verso la città prima di prendere la direzione giusta ed il primo assaggio di salita, il ritmo è ancora sciolto, c'è persino il fiato per le presentazioni e qualche chiacchiera quando incontriamo Matteo-Navarre di i.s.a., poi si entra nel vivo del percorso.
Il profilo altimetrico lascia poco spazio alla fantasia, il mio quarto trail, decisamente il più duro, non dà un attimo di tregua, da ciò il titolo del post , sarebbe riduttivo definire la distanza in chilometri, tutto il percorso è stato conquistato metro per metro, sia in salita che in discesa, anche grazie alla pioggia dei giorni precedenti che rendendo il fondo viscido ha procurato a tutti discreti scivoloni, fortunatamente senza conseguenze importanti, non è una lamentela, è ciò che cerchiamo in queste gare, diversamente correremmo sull'asfalto. La giornata uggiosa ha reso ancora più suggestivi i bellissimi paesaggi, è stato spettacolare scollinare in piena luce, fuori dal bosco e vedere e giù solo una coltre di nebbia, sembrava stesa per nascondere il dislivello appena superato e la discesa che ci attendeva. Il tratto memorabile è stato senz'altro la "gambassa" più che una salita una parete verticale, quando a metà pendio ho alzato lo sguardo al cielo e ho visto lassù in alto, terribilmente in alto il "primo" del serpentone non ho potuto trattenere un'esclamazione di sconforto mentre da dietro uno più saggio di me suggeriva "non guardare in alto che tanto non ti portano sù loro" ... qui sotto la foto scattata alla fine della salita, anche se non sembra ero molto felice!
Chiudo qui la cronaca e lascio la parola alle immagini, non prima di sottolineare ancora una volta il forte spirito di gruppo che si respira in queste gare, si condivide ogni progresso, ogni fatica, ogni goccia di sudore, e son contento che questo sia l'aspetto che più colpisce chi si avvicina al trail per la prima volta, come d'altronde successe a me, spendo le ultime parole per organizzatori e volontari che veramente hanno dato vita con il loro impagabile impegno ad una manifestazione eccellente, perfetta in ogni punto, dalla gestione delle iscrizioni, al presidio del percorso, al pacco gara comprendente... il servizio fotografico, ed una bella lotteria abbinata al numero di pettorale che mi ha permesso di portare a casa un bel camel bag dellla North Face.

6 commenti:

  1. Magnifico racconto e memorabile prova. Ti/vi ammiro immensamente!

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  2. Complimenti per la gara! vedendo tempo e altimetria hai scelto una prova davvero soft per riprendere ;-)

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  3. Ogni tanto vado ad allenarmi in Maddalena,è un posto meraviglioso,non sembra neanche di esser in città!!
    Complimenti per la gara Filippo

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  4. sembra una bellissima esperienza, ma a me fanno paura le salite :)

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  5. Ale57:
    ..e allora che aspetti a tradire l'asalto?

    mjaVale:
    grazie Valentina, ne valeva proprio la pena, credimi! :-)

    Walter:
    hai perfettamente ragione, meglio di qualsiasi parco urbano secondo me.

    Monica:
    anche io la pensavo come te...poi ho visto le discese :-( è un'esperienza comunque consigliabile, in ogni caso meno traumatica di una maratona su asfalto.

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  6. trailtriandtravel28 novembre 2009 10:30

    Ciao Filippo, ho visto solo oggi che hai frequentato il mio blog in inglese (e un po che non sono riuscito a mettere qualcosa - problemi di lavoro). Poi ho scoperto che viviamo nelle stessa citta (Parma) e in piu c'eravamo tutte e due a Brescia per la gara Maddalena (conoscendo anche tutti e due il grande Bradipomissile, conosciuto attraverso il forum Quotazero nel mio caso). Mi sembra incredibile tutto cio, e che non ci conosciamo. Adesso ho visto il tuo foto e quindi se ti vedo ad una gara mi faccio conoscere. Fra poco sul mio blog metterò il resoconto della mia grande gara di quest'anno, il CCC (naturalmente in inglese :-))

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